Quante volte l’abbiamo sentito (o detto)?
“Ho lavorato come un matto tutta la settimana, stasera mi merito una pizza gigante con doppio formaggio.”
“Ho finalmente finito quel progetto importante, ora mi concedo un dolce come si deve.”
“Ho corso 10 km, quindi oggi un bel fritto non me lo toglie nessuno.”
Ecco, la logica è apparentemente impeccabile: ho fatto qualcosa di buono → mi premio.
Peccato che il premio, molto spesso, sia proprio qualcosa che ci fa male.
Se ci pensi, è come festeggiare un risparmio importante facendo un acquisto inutile e costosissimo… o come celebrare un check-up perfetto iniziando a fumare.
Il paradosso del “premio che punisce”
Il meccanismo psicologico è antico: ci sentiamo in credito con noi stessi e vogliamo gratificarci. Ma nella nostra cultura alimentare, gratificazione è spesso sinonimo di eccesso, di “sgarro” o di cibo che sappiamo non essere il massimo per il nostro corpo.
È il classico: “Me lo sono meritato… anche se so che mi farà sentire gonfio, appesantito e senza energie.”
Insomma: chiamiamo “premio” quello che, se fosse un amico, ci darebbe una pacca sulla spalla con una mano… e uno schiaffo con l’altra.
E se cambiassimo il concetto di premio?
Forse il punto non è rinunciare alla gratificazione, ma ridefinirla.
Immagina di premiare un traguardo con qualcosa che:
- ti fa stare bene subito e nei giorni successivi ti ricarica invece di prosciugarti
- ti fa dire “Che bella idea”, e non “Perché l’ho fatto?”
Potrebbe essere una colazione speciale ma sana, una passeggiata in un luogo che ami, una cena fatta con ingredienti freschi e genuini, un massaggio, un bagno rilassante, una serata con persone che ti fanno ridere di gusto.
Premiare il corpo, non punirlo
Se il nostro corpo è la “macchina” con cui percorriamo ogni giorno la vita, perché mai dovremmo festeggiare dandogli benzina sporca?
Un premio vero è qualcosa che ci migliora, non che ci rovina con la scusa che “è solo per una volta” (anche perché… quante sono queste “una volta” alla fine dell’anno?).
Forse la prossima volta che ti verrà voglia di un “premio che punisce”, prova a pensare:
“sto celebrando un successo… o sto sabotando i prossimi?”

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