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NELLA DOLCEZZA DEL FICO

NELLA DOLCEZZA DEL FICO

NELLA DOLCEZZA DEL FICO

Nella terra della mezzaluna fertile, culla della civiltà, l’uomo iniziava a coltivare il Ficus carica, scoprendone la gustosa dolcezza. Questa dolcezza, caratteristica predominante del fico, lo ha reso fin dai tempi più remoti un ”frutto” carico di valore simbolico.

Tutti hanno parlato di lui, nel vecchio testamento si esalta la sua simbologia legata alla fertilità, all’abbondanza ed alla vita gioiosa. Lo troviamo, poi, protagonista di molti miti dell’antica Grecia, principalmente a carattere erotico, dove era una meraviglia degna di deliziare oratori e filosofi. Anche gli antichi Romani subirono il suo fascino, tanto da considerarlo pianta sacra in grado di donare forza ai giovani e migliorare la salute agli anziani.

Il fico racchiude in sé il suo vero frutto che in realtà è una grossa infruttescenza (insieme di frutti) carnosa, piriforme, ricca di zuccheri.

La dolcezza del suo gusto è anche la dolcezza che ci riserva nell’offrire le sue virtù. La considerevole quantità di fibre stimola l’intestino, ma con l’apporto di proprietà emollienti ed antinfiammatorie lo fa con estrema delicatezza. La ricchezza di zuccheri contribuisce a donargli il gusto amabile e, con vitamine e sali minerali, diventa una buona fonte di energia naturale. Calcio e minerali presenti aiutano le ossa. I polifenoli, antiossidanti naturali, mantengono giovani le cellule del nostro corpo. I prebiotici equilibrano la flora batterica benefica che mantiene in salute il nostro intestino e quindi tutto il nostro corpo.

Nella medicina popolare il lattice del fico è ritenuto un ottimo rimedio contro le verruche.

Una sola raccomandazione, dato il contenuto zuccherino, consumiamoli con moderazione. Ma ricordiamoci anche che un po’ di dolcezza nella vita ci regala sempre un sorriso. 

Miriam Marcandalli

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